Vuoi un lavoro full-remote? Ecco cosa raccontare di te per far capire che sei la persona giusta

lavoro full remote smart working soft skills

Vuoi un lavoro full-remote? Ecco cosa raccontare di te per far capire che sei la persona giusta

Ormai è risaputo, le caratteristiche che a parità di competenze tecniche, certificazioni ed esperienze, fanno sì che tu venga scelto per un lavoro al posto di un altro candidato sono proprio le soft skills. Competenze più o meno innate, qualità personali ed attitudini che ti rendono speciale e fanno capire alle aziende il reale valore che apporterai se decideranno di inserirti nel loro team. Con il passare degli anni anche i recruiter si sono resi conto dell’importanza di queste competenze trasversali per provare a definire possibilità di crescita, sviluppo e adesione alla cultura aziendale da parte dei candidati.

La pandemia di Covid-19 ci ha portati a vivere situazioni lavorative e personali molto particolari: è stato (e continua ad essere) un periodo complicato per molti. È arrivato il momento di mettere in campo proprio una delle soft skills più richieste, la resilienza, per provare a evidenziare le nuove risorse e opportunità che questa situazione difficile ha fatto emergere.

Il grande tema chiave di questo periodo nel mondo del lavoro è stato uno: working from home. Se hai conosciuto i benefici di questa modalità di lavoro durante la pandemia, potresti voler convincere il tuo capo a farti lavorare da remoto anche dopo l’emergenza. Oppure potresti pensare di candidarti per una nuova posizione full- remote. Se già lavoravi da casa prima dell’arrivo della pandemia, potresti invece aver bisogno di valorizzare al meglio il tuo ruolo con nuove competenze trasversali sul curriculum.

Ecco quindi 5 soft skills da inserire sul CV accanto alle tue competenze tecniche per far capire che sei la persona giusta per un lavoro full-remote!

1. Flessibilità e adattabilità

La flessibilità è una caratteristica che consente di rispondere positivamente ai cambiamenti nell’ambiente lavorativo, personale e sociale. Una persona adattabile sarà più propensa ad accettare nuove sfide, ad aggiornarsi e a vivere con serenità qualsiasi cambiamento. Oggi più che mai è una skill importantissima, soprattutto in ambienti in cui tecnologia e innovazione sono all’ordine del giorno.

Capiterà spesso di lavorare su più progetti contemporaneamente, con professionisti differenti e in ambiti diversi. Chi è in grado di adattarsi velocemente a qualsiasi situazione vivrà con meno stress i cambiamenti e sarà elemento di grande valore per le aziende, le quali devono adattarsi a loro volta a dinamiche di mercato sempre più complesse e fluide.

Ti adatti facilmente alle esigenze del cliente, alle nuove tecnologie ed ai nuovi ruoli lavorativi? Più sei aperto al cambiamento, più ti si presenteranno in azienda opportunità di crescita e soddisfazione personale.

2. Autonomia gestionale

Si parla della capacità di gestire in modo autonomo i propri task, regolandosi sulle tempistiche e scegliendo le modalità lavorative più adatte. Quando siamo in ufficio tendiamo naturalmente a chiedere più spesso aiuto, chiarimenti e conferme: è normale, abbiamo colleghi e responsabili a portata di mano. Lavorando da casa bisogna fare uno sforzo maggiore per videochiamare, telefonare o scrivere richieste, per questo ci si abitua a chiedere solo se strettamente necessario, diventando così più autonomi e capaci di risolvere questioni e dubbi facendo ricorso alle proprie risorse.

NB: attenzione al tuo work-life balance! Gestisci il tuo tempo in modo da creare il giusto equilibrio tra vita privata e lavoro.

3. Responsabilizzazione sui risultati

Nel full-remote working, soprattutto se smart, si tende a non lavorare più tanto misurando la quantità di tempo ma considerando qualità ed efficacia nel raggiungimento degli obiettivi.
Venendo meno, laddove sia presente una relazione di fiducia, la volontà del datore di lavoro di controllare il corretto svolgimento di ogni singola task, si impara più velocemente ad organizzare il proprio lavoro in modo da raggiungere gli obiettivi assegnati. Senza controllo e monitoraggio continuo da parte di altri si diventa più responsabili dei risultati ottenuti, nel bene e nel male. L’importante è il risultato!

Hai esperienza come capoprogetto? Ci sono state occasioni in cui hai preso decisioni importanti, da cui dipendeva la riuscita di un progetto? Hai avuto modo di gestire dei budget? Essendo responsabile del tuo lavoro (e magari anche di altri) passi da una posizione di passività in cui ti dicono cosa fare, ad una di proattività (altra skills molto richiesta, da inserire sul CV!).

4. Lavoro di squadra e collaborazione…anche da remoto

Un lavoro che non richiede la presenza fisica in un determinato luogo necessita di particolari attenzioni, soprattutto dal punto di vista relazionale. Da remoto si presenta più facilmente la tendenza ad isolarsi dal resto del team, andando avanti per la propria strada riducendo i momenti di condivisione e confronto. Con colleghi distanti fisicamente, occorre dimostrare una ancor più forte volontà di collaborare e capacità di chiedere e offrire aiuto nei momenti di difficoltà, mostrando pazienza, gentilezza ed empatia. È importante non sottovalutare il valore di questa soft skill: l’incapacità di lavorare positivamente in team comporta reali limitazioni e problemi nella costruzione del proprio percorso lavorativo.

Tendenzialmente praticare sport di squadra o dedicare tempo al volontariato aiuta a sviluppare questa caratteristica e ad allenare mente e corpo alla collaborazione con altri, mostrando l’importanza dei singoli per il raggiungimento di un obiettivo comune condiviso.

5. Comunicazione ed empatia

Un lavoro full-remote mette in gioco dinamiche comunicative e relazionali molto diverse da quelle presenti in “ufficio”. Spesso si comunica mediati da schermi e microfoni che rendono più complicato scambiarsi opinioni, feedback e informazioni. Dietro uno schermo la comunicazione non verbale (gesti, postura, espressioni facciali) è più difficile da codificare per questo servono ulteriori sforzi per gestire i flussi comunicativi, le informazioni e, se capitano, le incomprensioni. Pazienza ed empatia sono ingredienti fondamentali per la perfetta integrazione in un team e aumentano benessere e produttività. Un buon comunicatore, in grado di comprendere gli altri e condividere in modo chiaro e sintetico idee ed informazioni utili, rappresenta un’ottima risorsa per l’azienda.

Le capacità comunicative fanno di te una persona in grado di trattare con tutti i colleghi (superiori e collaboratori), affrontando i conflitti e le difficoltà con spirito propositivo, cercando soluzioni e non colpevoli. Sei in grado di dare un feedback negativo senza offendere l’altro? Ascolti l’opinione degli altri senza interrompere anche se non sei d’accordo? Chiedi “come stai?” ai tuoi colleghi?

Se adesso non vedi l’ora di inserire le tue soft skill sul CV, ecco qualche consiglio per integrarle al meglio tra esperienze, corsi e certificazioni.

  • Seleziona le soft skill più interessanti e idonee al contesto lavorativo in cui ti trovi o per cui ti stai candidando: contestualizzale in base alle tue esperienze principali. Questa ricerca ti aiuterà anche a fare “autoanalisi” ed individuare i tuoi punti di forza e debolezza (da migliorare).
  • Non avere timore di dire banalità, queste caratteristiche sono ciò che ti differenzia dagli altri: investi nelle tue soft skill. Al contrario delle competenze tecniche, quest’ultime sono difficili da acquisire tramite percorsi di formazione. Sfruttale per colpire ed attirare l’attenzione di chi legge il tuo CV.
  • Evita di scrivere solamente, ad esempio, “buone capacità comunicative”. Prova ad indicare esperienze e progetti che ti hanno permesso di sviluppare realmente le tue soft skills (parlando delle varie competenze abbiamo provato a darti qualche spunto per trovare esempi concreti).
  • Non essere troppo prolisso. Selezionando il giusto numero di hard e soft skill trasmetterai l’impressione di essere conciso ed esaustivo: potrai raccontare e approfondire la tua storia durante l’eventuale colloquio conoscitivo.
  • Speriamo che questi spunti ti aiutino a valorizzare al meglio la tua storia, la tua personalità e le tue competenze. Non perdere altro tempo! Il tuo lavoro full-remote ti aspetta… e ora sai tutto quello che serve per un CV perfetto.

Speriamo che questi spunti ti aiutino a valorizzare al meglio la tua storia, la tua personalità e le tue competenze. Non perdere altro tempo! Il tuo lavoro full-remote ti aspetta… e ora sai tutto quello che serve per un CV perfetto!

 

04/29/2021

Articoli correlati

Interview to Federico Astigiano

We had a very interesting chat with Federico Astigiano, CIO of Tenova Group, about Digital transformation projects. With Federico we discussed about Tenova’s customer portal project and how great it is to work, learn and grow in the IT department of Tenova group. Listen to the interview!

Intervista a Giuliano Capizzi

Cos’è un e-procurement e come implementarlo? Quali sono i benefici per le aziende che adottano l’e-procurement? Ne abbiamo parlato in questa nuova puntata di Ad Hoc Talks con Giuliano Capizzi, CIO con oltre 30 anni di esperienza nell’IT.

Errori più comuni con Kubernetes – Puntata 2/2 del mini corso su Kubernetes

Errori più comuni con Kubernetes – Puntata 2/2 del mini corso su Kubernetes

Dopo alcuni anni di esperienza con Kubernetes e diverse consulenze per svariati clienti ho notato alcuni errori comuni commessi generalmente dagli sviluppatori. Ho pensato di selezionare quindi 5 errori abbastanza comuni da affrontare in questo talk, andando a spiegare cosa c’è di errato, che includerà anche alcune demo pratiche.