Skill gap tra tecnologia e innovazione: un’opportunità da cogliere al volo

ICT skill gap

Skill gap tra tecnologia e innovazione: un’opportunità da cogliere al volo

In occasione della Festa Internazionale dei Lavoratori vogliamo celebrare il lavoro, soprattutto nel momento delicato e complicato che stiamo vivendo, parlando di un settore che ad oggi offre immense opportunità di occupazione e crescita: il mondo informatico e tecnologico.

I luoghi comuni ci spingono a pensare che la tecnologia stia sostituendo il lavoro umano in tanti aspetti e che andremo sempre più verso una direzione in cui verremo sostituiti e, addirittura, sopraffatti da robot e intelligenze artificiali.
Siamo felici di dire a gran voce che la tecnologia non solo non sostituirà mai l’uomo in toto, ma creerà e crea tuttora un paradosso: la quantità di posti di lavoro è tale da non riuscire a coprire la domanda di competenze nel settore IT con l’offerta di professionisti a disposizione. Questa tendenza è stata individuata e illustrata dal Guardian già nel 2015.

Abbiamo bisogno di più competenze tecniche e tecnologiche

Per skill gap si intende carenza di risorse dotate di competenze adeguate per svolgere un determinato lavoro. È proprio quello che stiamo vivendo in Italia: una condizione legata ad un altro fenomeno, denominato skill mismatch, che riguarda lo scollamento tra domanda e offerta.
Un’indagine di Boston Consulting Group evidenzia come la mancanza di competenze IT e il mancato incontro tra domanda e offerta incidano ogni anno di più sul Pil globale, limitando la crescita economica, sociale e personale. In Italia sarebbero 135mila i posti vacanti in ambito ICT a fine 2020 (dati European Centre for the Development of Vocational training), in Europa circa 750mila.

Per accelerare su digitale, IT e innovazione, le aziende necessitano e cercano, ad esempio, data scientist e sviluppatori (dalle ricerche emerge che quasi una posizione vacante su due, il 46%, sia relativa ai software developer), ma non ci sono sufficienti professionisti formati nelle materie tecnico-scientifiche (“STEM” Science, Technology, Engineering and Mathematics). Si cercano sempre più professionisti altamente specializzati in ambiti come Artificial Intelligence, Big Data, Blockchain, Cloud Computing, IoT e Robotics.
Il problema è molto sfaccettato e sono diverse le realtà che si stanno muovendo per provare a colmare il gap: l’Università, ad esempio, cerca di stare al passo espandendo ed aggiornando le offerte formative specialistiche, per offrire, dal lato formativo, le giuste competenze che il mercato del lavoro oggi richiede.

Se stai pensando di intraprendere una carriera nel settore ICT o se già ne fai parte, ricorda: è un mondo in continua crescita che offre incredibili opportunità di carriera da cogliere il prima possibile, armati di voglia di continuare ad apprendere.

Mancano le donne nel settore IT

Il secondo gap evidente nel mondo IT è quello del gender: le donne, oltre alle competenze, sono le grandi assenti nel mondo informatico e tecnologico.
Secondo il Women in Digital scoreBoard dell’Unione Europea, il rapporto tra specialisti ICT è di 1 donna su 6, la quale guadagnerebbe quasi il 20% in meno rispetto alla controparte maschile.
Le ragazze che scelgono percorsi di studi in ambito STEM sono nettamente meno rispetto ai loro coetanei di sesso maschile.
A causa di luoghi comuni, pregiudizi e stereotipi culturali ed educativi consolidati nel tempo, le donne tendono di gran lunga a scegliere formazioni e facoltà di stampo umanistico, allontanandosi così dal mondo tecnologico.

La realtà dei fatti è che oggi diverse ricerche evidenziano come una maggior presenza di donne in ruoli tecnici può avere un impatto positivo sul business aziendale. Al genere femminile, tendenzialmente, vengono attribuite capacità trasversali altamente richieste anche nel mondo ICT: apertura al cambiamento, flessibilità, capacità di multitasking, team management, problem solving, proattività e capacità comunicative rappresentano una marcia in più per coloro che vogliono intraprendere una carriera in questo ambito.

Da qualche parte dobbiamo iniziare: se sei una donna che desidera entrare professionalmente nel mondo della tecnologia e dell’innovazione, pensa che potresti diventare tu la prossima role model per incoraggiare altre donne ad entrare in questo mondo stimolante e in continuo sviluppo.

Non tutte le aziende offrono ciò che i lavoratori desiderano

I motivi dello skill gap nel mondo ICT non sono da attribuirsi solo ai pregiudizi e alla formazione “carente” o incompleta: a questi fattori dobbiamo aggiungere anche la – possibile – scarsa attrattività delle offerte di lavoro disponibili.
Se tempo fa il lavoro era un “dovere” necessario, da accettare senza remore, oggi per certi versi le cose sono cambiate. Non sono solo le aziende a scegliere i migliori talenti, si tratta più di una scelta reciproca con gli stessi. I professionisti oggi valutano attentamente le condizioni offerte, soprattutto in un mercato come quello ICT dove la domanda di competenze specialistiche è maggiore dell’offerta.

In un momento in cui l’accelerazione tecnologica è diventata esponenziale e la pandemia ha “spinto” molte più persone, aziende ed enti ad affacciarsi al mondo digitale, è diventato indispensabile dotarsi delle competenze e dei processi necessari ad implementare questi cambiamenti radicali attirando i talenti giusti.
Ciò che definisce la condizione di lavoro ideale dipende dalle generazioni e dal genere di appartenenza. Ad esempio, i millennial (giovani di 25-34 anni), secondo la ricerca “Closing the Skills Gap: What Workers Want”, tendono a ricercare un lavoro flessibile e stimolante (condizione particolarmente rilevante per le ragazze), che rispecchi pienamente i propri interessi.
La Generazione X (35-44 anni) è anch’essa alla ricerca di tempi di lavoro flessibili ma per un motivo differente rispetto ai primi: il mantenimento dell’equilibrio tra vita privata e professionale che garantisca una buona qualità di vita e benessere. La cosiddetta generazione dei Boomer (età 55+) considera la retribuzione, il team di lavoro e la leadership fattori determinanti per le sue scelte professionali.

In generale, si cercano aziende che garantiscano possibilità di crescita personale e professionale, con percorsi di lifelong learning per continuare ad apprendere e migliorare le proprie competenze nel tempo.

Se il fattore retributivo può essere ulteriore stimolo per avvicinarsi a questo mondo, c’è da dire che lavorare nell’ICT paga: nel settore informatico ed elettronico crescono significativamente le retribuzioni dei Quadri (+4,4%) e degli Impiegati (+2,7%), i quali rispetto alla media generale guadagnano di più.

In conclusione, ci piace pensare allo skill gap non come un limite ma come una grande opportunità per tutti coloro che vogliono continuare a formarsi in un settore altamente innovativo e resiliente (in grado di reggere anche l’impatto della pandemia), investendo su sè stessi e nel futuro con una formazione tecnologica e specialistica.

Parola d’ordine: non smettere mai di imparare!

 

04/30/2021

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