Ti piacerebbe lavorare per un’azienda inclusiva? Ecco i segnali che ti aiuteranno a riconoscerla

Ti piacerebbe lavorare per un’azienda inclusiva? Ecco i segnali che ti aiuteranno a riconoscerla

Anche quest’anno è arrivato giugno e con lui il Pride Month, il mese che celebra la diversità, l’inclusione e la libertà come motori e fondamento della società, con l’obiettivo di combattere e limitare ogni forma di discriminazione. Tra le innumerevoli iniziative che avvalorano la causa ci sono anche quelle di brand e aziende che si muovono a sostegno di autoaffermazione, dignità e uguaglianza, sensibilizzando su queste tematiche internamente ed esternamente.

“L’inclusione ha un potere magico: quando c’è… scompare!” A. G. Malafarina

Per inclusione si intende la spinta verso il cambiamento del sistema culturale, sociale, politico ed economico al fine di favorire la partecipazione attiva e completa di tutti gli individui, in uno stato di equità e pari opportunità.

Alla base del concetto di inclusione c’è quello di diversity, che rappresenta l’accoglienza della pluralità di punti di vista, delle caratteristiche, delle scelte e tanto altro come un valore aggiunto, una ricchezza.
Esistono tanti tipi di diversity, tanti quanti sono i livelli su cui possiamo distinguerci dagli altri: di genere, cultura, etnia, background, generazione, orientamento sessuale, disabilità, religione, caratteristiche fisiche, (corporatura, colore della pelle, ecc).

La bellezza di diversità e inclusione è che quando vengono davvero accolte e praticate… scompaiono e perdono di significato: quando c’è inclusione la diversità perde di significato e quando la diversità viene accettata diventa normalità.

Fortunatamente inclusione e diversità sono tematiche sempre più discusse e diffuse… ma comprenderle e parlarne è diverso da applicarne i principi concretamente. Questo vale sia per gli individui che per le organizzazioni: se per te inclusività ed esaltazione della diversità sono valori importanti, probabilmente vorresti vederli rispecchiati anche nella tua quotidianità, nelle persone che ti circondano e nel tuo luogo di lavoro.

È importante che i tuoi valori siano allineati con quelli dell’azienda in cui lavori. Si tratta di un luogo in cui passi gran parte del tuo tempo, metti in campo il tuo impegno, fai sacrifici e, in generale, attui comportamenti di un certo tipo a seconda del tuo modo di essere. Se quest’ultimi, in particolare, non rispecchiano o, addirittura, non possono rispecchiare i tuoi valori e le tue credenze si crea a lungo andare una discrepanza e un disallineamento interno che può portare a malessere e disagio psicologico.

In quest’articolo vogliamo aiutarti a riconoscere un’impresa che accoglie l’inclusione sociale come valore fondante e ne applica i principi attraverso iniziative, norme, processi di lavoro e cultura.

Ma come riconoscere un’azienda davvero inclusiva?

Job posting che non discriminano

Iniziamo dalle basi: il primo contatto con l’azienda spesso avviene tramite annunci di lavoro. La prima cosa a cui dobbiamo fare attenzione è che nelle offerte di lavoro non dovrebbero essere indicate richieste rispetto, ad esempio, ad età e genere. Come aspirante candidato/a non dovresti percepire discriminazioni né disagio leggendo la job description che dovrebbe essere focalizzata su esperienze, competenze e interessi.

Un processo di selezione/assunzione corretto

Anche i colloqui conoscitivi dovrebbero seguire gli stessi principi: nessuna sensazione di disagio e invadenza, nessuna discriminazione. Domande come “che festività segui?”, “pensi di avere figli nei prossimi 5 anni?”, “hai problemi di salute?”, “sei sposato/a?” sono scorrette e spesso mirano ad acquisire informazioni private sul lavoratore.
Un primo colloquio in cui vengono poste domande di questo tipo può farti intuire la cultura e le modalità di lavoro dell’azienda per cui stai facendo application.

Attenzione al linguaggio

Il linguaggio è un potente veicolo dei valori e, dall’altro lato, anche portatore di stereotipi e pregiudizi. Le comunicazioni interne e i contenuti formativi dovrebbero rispettare i diversi background dei dipendenti. Anche nelle conversazioni più informali si dovrebbe prestare attenzione all’eliminazione di termini stereotipanti e inappropriati. È importante che queste necessità vengano comunicate e richieste direttamente dall’alto del management, non solo lasciate alla sensibilità dei dipendenti stessi. Anche le immagini “parlano”: un’azienda che abbraccia l’inclusione come caposaldo sceglie di essere rappresentata, anche visivamente, da persone differenti su diversi fronti. Hai mai fatto caso alle immagini che raccontano la tua azienda, anche sui social network? Che tipo di soggetti preferisce?

Cura e premura nei confronti di diversi bisogni

Una cultura inclusiva prevede il rispetto dei bisogni di ogni categoria. Segnali di attenzione possono essere, ad esempio, la possibilità per i genitori di adottare un orario più flessibile in modo da rispondere con più serenità alle esigenze dei figli, oppure la possibilità di prendere permessi o di assentarsi dal lavoro per adempiere ai doveri religiosi (come la preghiera per i musulmani e il Ramadan).

Collaborazione con associazioni specializzate

Ammettere di avere dei limiti e chiedere aiuto esternamente è sempre segno di buona volontà, in questo caso di propensione alla diversity e all’inclusione: esistono numerose associazioni che si occupano di diffondere queste tematiche e sensibilizzare, anche nei luoghi di lavoro. La tua azienda potrebbe, inoltre, supportare organizzazioni e enti no profit e mettere a disposizione esperienze di volontariato che favoriscono l’apertura dei dipendenti nei confronti dell’inclusività. Sei a conoscenza delle possibilità offerte nell’azienda in cui lavori?

Formazione, networking, momenti di condivisione

Un’azienda culturalmente inclusiva si assume la responsabilità di organizzare iniziative ed esperienze educative al fine di sensibilizzare alla diversity i dipendenti stessi, affinché i valori siano realmente condivisi da tutti. Opportunità di networking tra generazioni differenti, reverse mentoring, giornate di team building e momenti con la possibilità di far interagire le famiglie dei dipendenti sono solo alcuni esempi di iniziative possibili, in grado di far conoscere tra loro nuclei familiari, mondi e culture differenti.

Regole e policy inclusive condivise

Le policy aziendali, le norme condivise e i processi di lavoro dovrebbero prendere in considerazione i bisogni di tutti, non solo quelli del “gruppo dominante”. Un’azienda inclusiva, ad esempio, potrebbe dare diritto ad accedere al part time oltre il tempo previsto dalla legge al rientro dalla maternità, includendo anche le donne con questo tipo di contratto in percorsi di carriera di business. Dovresti trovare queste informazioni già nel sito web aziendale: leggendo la mission e i valori fondamentali dichiarati puoi trovare segnali di una cultura più o meno orientata all’inclusione ed alla diversity.

Team misti e multiculturali

Un’organizzazione inclusiva rispecchia la società in cui viviamo: è multiculturale, aperta e riflette la diversità in termini di genere, cultura, etnia, religione, ecc. Per questo, nella quotidianità del tuo lavoro dovresti avere l’opportunità di interfacciarti con persone differenti da te. Oltre a generare valore per l’azienda (in termini di competitività), questa condizione porta benefici anche ai lavoratori, i quali hanno modo di confrontarsi ed arricchirsi con tanti punti di vista diversi.

Presenza di un Chief Diversity Officer

Un’azienda inclusiva si cura di nominare veri e propri “alleati della diversità”, i quali si occuperanno di garantirne il rispetto ed il mantenimento con attività e iniziative concrete. Il/la Chief Diversity Manager affianca il management aziendale per studiare, progettare e promuovere iniziative e strategie per valorizzare il potenziale di tutti gli individui.

Questi sono solo alcuni esempi di come un’azienda può dimostrare di sostenere inclusione e diversity. In generale, scegliendo l’organizzazione in cui vogliamo svolgere il nostro lavoro, mettere in campo le nostre competenze e sviluppare il nostro talento, dobbiamo tenere a mente l’idea che far parte di un’azienda o di un team significa entrare in un gruppo di individui con regole ben definite (esplicite ed implicite); ruoli e dinamiche a cui, tendenzialmente, viene richiesto di adattarci. Ma entriamo in questo gruppo come individui con una storia, una personalità e delle caratteristiche nostre… che non vogliamo – né dobbiamo – perdere.
Un luogo di lavoro inclusivo fa sì che ciò che ci differenzia dagli altri non diventi qualcosa da cancellare o da “modellare”, anzi, all’opposto cerca di accogliere le caratteristiche dei singoli, considerando la diversità un valore aggiunto, una ricchezza.

Il talento, l’impegno e la competenze non hanno genere, etnia, nè orientamenti. Sono questi i cardini su cui si dovrebbe far leva in ambiente lavorativo. Se dovessi sentirti discriminato/a ricorda che è l’azienda a perdere: non essere inclusivi vuol dire escludere del potenziale talento e lasciarsi scappare delle opportunità.

Ti auguriamo di trovare il posto di lavoro che incarni alla perfezione i tuoi valori!

06/10/2021

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